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Erboristeria, grande distribuzione o farmacia? |
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Farmacia, erboristeria e grande distribuzione sono tre canali ai quali si rivolge il consumatore quando cerca, per curarsi, un prodotto alternativo al farmaco tradizionale; soprattutto quando cerca un prodotto “naturale”, dove alla parola naturale egli associa l’idea che “non fa male”.
Ecco dunque che nell’immaginario del nostro consumatore “far bene” ma nello stesso tempo “far male” è quello che viene accomunato al farmaco, mentre il “non far male” viene accomunato al prodotto che deriva dalla natura, dalle piante. E poiché piante e natura sono tutt’uno con la terra, madre primigenia di ogni essere vivente, nessun pensiero negativo vi viene associato. Eppure i prodotti erboristici tanto più contengono principi attivi efficaci e tanto più possono anch’essi presentare una serie di controindicazioni sia legate agli effetti collaterali del principio attivo stesso, sia nei confronti di altri farmaci impiegati o patologie di cui il paziente soffre. Bisogna anche ricordare che molte piante vengono importate da paesi dove ci sono legislazioni meno attente e restrittive di quelle occidentali nei confronti dell’uso di fertilizzanti, insetticidi, pesticidi e anticrittogamici. E’ quindi buona norma affidarsi a case produttrici che garantiscono adeguati controlli di qualità sulle piante importate; ma soprattutto il consumatore deve imparare a leggere “l’etichetta”. In farmacia le case produttrici di “farmaci erboristici” sono selezionate dal farmacista ed i prodotti riportano in etichetta la “titolazione” del principio attivo, garanzia dell’efficacia del prodotto stesso. Potrebbe sembrare al cliente che un prodotto di erboristeria acquistato in farmacia costi di più che se acquistato in altri canali: non è così. Il farmacista di fiducia è sempre disponibile a guidare il proprio cliente alla comprensione ed al confronto delle etichette affinché la decisione dell’acquisto non sia solo conseguente al consiglio, ma sia a tutti gli effetti una scelta consapevole. |